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Martedì, 06 Giugno 2017 15:49

Celebrato il 71mo anniversario della Repubblica

Con il corteo partito dalla Villa dell’Unità d’Italia si sono aperte, il 2 giugno, le celebrazioni per il 71mo anniversario della Proclamazione della Repubblica.


“Oggi ricordiamo i valori e le prospettive della nostra Repubblica in attesa che tra qualche giorno a Matera, il Presidente del Consiglio  affronti e un tema centrale come quello che riguarda il Mezzogiorno d’Italia”. Così il sindaco Raffaello de Ruggieri aveva esordito intervenendo alla cerimonia in piazza Vittorio Veneto. “Voglio ricordare il lavoro e lo spirito che il Mezzogiorno ha offerto nella costruzione del nostro Paese. La Repubblica, nel suo fremito iniziale, partì da questi territori. 120 uomini, provenienti da varie parti d’Italia e di differente condizione sociale e fedepolitica, il 28 e 29 gennaio 1944 si riunirono al teatro Piccinni di Bari per discutere delle sorti del Paese e prefigurare un destino felice per la comunità nazionale – ha ricordato il sindaco – All’unanimità, in quell’occasione,  definirono la situazione del Paese una sciagura  e invocarono la ricostruzione morale e materiale attraverso la Repubblica. Qualche mese dopo, il 3 a 4 dicembre dello stesso anno, in un’altra riunione sempre a Bari organizzata da Michele Cifarelli e da mio padre nella sede del Comune,  si aprì la strada  che portò la nazione a realizzare la Repubblica democratica.
In occasione della visita del Presidente del consiglio – ha proseguito il sindaco – dovremo essere portatori di quelle testimonianze di dignità e di forti valori etici  e morali. Chiedo perciò agli uomini e alle donne di Matera di entrare in campo, di essere attori e non spettatori, protagonisti e non comparse. Dobbiamo uscire dall’apnea della stasi e affrontare le questioni con forza e costanza.
Nella nostra città tutto ciò sarà possibile perché l’1 luglio di quest’anno al Comune arriveranno 45 nuove unità . E’ un  miracolo che cammina sulle gambe dei nostri parlamentari e in particolare dell’on. Maria Antezza che ha lavorato con caparbietà e costanza per raggiungere questi traguardi. Dobbiamo credere in questa Repubblica – ha concluso - ma bisogna anche comprendere che esiste un divario fra nord e sud che va colmato con la  programmazione nazionale che chiederemo al ministro De Vincenti e al Presidente del Consiglio”.
Alla cerimonia era intervenuta anche Arianna Antezza, rappresentante degli studenti che aveva sottolineato il valore della democrazia e dle concetto di Repubblica. “L’art.1 della Costituzione – aveva esordito – che l’Italia è una Repubblica democratica, rappresentativa e di tutti. La nostra democrazia esige un nutrimento spirituale e un abito morale che si alimentga della partecipazione dei cittadini ai valori della comunità e alla vita delle istituzioni.  Lo Stato ha in parte  perso il proprio obiettivo: di unione della società, di protezione dei diritti del cittadino. Non esiste più – ha aggiunto – l’impresa pubblica che fa crescere le coscienze. Ieri ho sfiorato questo concetto, in occasione della festa dello Studente realizzata con la Consulta provinciale degli Studenti. Ci siamo  presi le nostre responsabilità con uno scopo: unirci sempre di più”.
Il presidente della Provincia, Francesco de Giacomo ha aggiunto: “Facciamo gli auguri alla nostra Repubblica in una data che dovrà essere sempre più densa del suo significato originario. Oggi è l’anniversario dell’Italia, la festa di tutti noi che ci sentiamo uniti dal tricolore. Al centro del concetto di repubblica democratica, deve esserci il rispetto della persona in quanto titolare di diritti. La società dovrebbe aspirare a fare in modo che nessuno resti ai margini ma che i cittadini siano sempre più coinvolti nelle scelte delle istituzioni e della politica. Uno spirito che va segnalato in particolare ai giovani che sono i governanti di domani, oggi più che mai impegnati a combattere l’omogenizzazione di massa. La libera partecipazione   -  ha concluso - non sia associata alla demagogia, che la differenza non sia sinonimo di paura. Prendendo in prestito le parole di Piero Calamandrei nel discorso della Costituzione del 1955 ricordo: La nostra Costituzione è in parte ancora un programma, un ideale, una speranza, un lavoro da compiere”.
Il viceministro dell’Interno Filippo Bubbico ha ricordato: “La festa della Repubblica  conferma l’impegno di fedeltà che gli uomini delle istituzioni, gli appartenenti alle forze dell’ordine, alle forze di polizia devono confermare ogni giorno attraverso il loro lavoro, affinchè la sicurezza dei cittadini sia garantito. La  crisi economica – ha proseguito – dura da troppo tempo e il Capo dello Stato richiama continuamente l’attenzione di tutti perché la Repubblica attraverso le istituzioni, le organizzazioni sociali, i cittadini, facciano ognuno la propria parte. L’Italia – ha concluso – è dotata di straordinarie risorse e noi dobbiamo saper selezionare gli investimenti necessari affinchè anche in difficoltà e crisi, il rendimento delle politiche pubbliche possa crescere. La Festa della repubblica significa riflettere sui valori fondamentali della nostra Costituzione”.
In chiusura della cerimonia il Prefetto Antonella Bellomo ha letto il messaggio del Capo dello Stato sergio Mattarella il quale ha ricordato, tra l’altro, agli italiani: “I valori che ci hanno unito il 2 giugno del 1946 continuano a guidarci per realizzare lo stesso desiderio dei nostri padri: dare alle future generazioni un'Italia in pace, prospera e solidale, in grado di assolvere a un ruolo autorevole e propulsivo all'interno di quella comunità internazionale che abbiamo contribuito a edificare.
Le difficoltà che stiamo affrontando, le minacce alla nostra sicurezza e al nostro benessere vanno sostenute con la limpida coscienza dei risultati raggiunti.  
Ci accompagna la consapevolezza che in un mondo sempre più interdipendente, non potrà esservi vera sicurezza se permarranno focolai di crisi e conflitti; non potrà esservi vero benessere se una parte dell'umanità sarà costretta a vivere nella miseria”.