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Martedì, 28 Febbraio 2017 15:55

Ordinanza del sindaco di divieto di emungimento acque del torrente Jesce

Con una ordinanza emessa oggi, il sindaco Raffaello de Ruggieri ha disposto il divieto assoluto di utilizzo a qualsiasi fine, compresi usi irrigui e zootecnici, delle acque del torrente Jesce nell’intero tratto e di emungimento e utilizzo dell’acqua dei pozzi privati, autorizzati e non,  eventualmente alimentati dallo Jesce.


La decisione trova fondamento nella  nota dell’Arpab del 22 febbraio scorso nella quale, in seguito ad analisi chimiche e microbiologiche effettuate sul campione di acqua in località Tre Ponti, prelevata l’8 febbraio scorso, sono state accertate “Le concentrazioni dei parametri chimici BOD5, COD, ammoniaca (ione ammonio), fosforo totale e tensioattivi e elevato valore di ‘Escherichia coli’ con elevato grado di inquinamento organico. Tale inquinamento – si legge ancora nella nota dell’Arpab  - potrebbe essere riconducibile ad immissioni nel torrente Jesce di reflui urbani e/o zootecnici non depurati”.
L’ordinanza del sindaco si è resa necessaria “In via cautelativa e precauzionale al fine di tutelare la pubblica incolumità” e sarà comunicata anche ai sindaci di Altamura e Gravina.
Di seguito il testo integrale dell'ordinanza:


prot. 014019/2017     ordinanza 072/2017      del 28/02/2017

Oggetto: Divieto utilizzo a qualsiasi fine compresi gli usi irrigui e zootecnici delle           acque del torrente Jesce.

I L    S I N D A C O


Letta la nota del Dipartimento di Prevenzione Collettiva della Salute Umana U.O. Epidemiologia e Sanità Pubblica dell’ASM, prot. n.20170014686 in data 24 febbraio 2017, qui pervenuta in pari data, con cui il Direttore dell’Unità Operativa chiede l’adozione di ordinanza contingibile ed urgente che vieti il prelevamento e l’utilizzo  per qualunque scopo delle acque del torrente Jesce in relazione ai risultati delle analisi eseguite dall’ARPAB sulle acque del torrente stesso;
Considerato che l’ARPAB, con nota n.0002047 in data 22 febbraio 2017, a seguito delle analisi chimiche, chimico-fisiche e microbiologiche sul campione di acqua superficiale del torrente Jesce, in località Tre Ponti, prelevata in data 8 febbraio 2017, ha accertato che “le concentrazioni dei parametri chimici BOD5, COD, ammoniaca (espresso come ione ammonio) fosforo totale e tensioattivi e l’elevato valore del parametro microbiologico Escherichia coli evidenziano un elevato grado di inquinamento organico;  
Considerato, altresì, che, a parere dell’ARPAB – come riportato nella nota sopraindicata - “tale inquinamento potrebbe essere riconducibile ad immissioni nel torrente Jesce di reflui urbani e/o zootecnici non depurati”;
Considerato che detta descritta situazione richiede, con ogni urgenza, mirate verifiche lungo gli insediamenti industriali, artigianali e zootecnici insistenti nell’area del torrente Jesce per individuare le fonti dell’accertato inquinamento e per le conseguenti attività di rimozione delle cause di inquinamento;
Ritenuto necessario, nel frattempo, in via cautelativa e precauzionale, al fine di tutelare la pubblica e privata incolumità, disporre il divieto assoluto di utilizzo a qualsiasi fine, compresi gli usi irrigui e zootecnici, delle acque del torrente Jesce lungo tutto il tratto, nonché il divieto di emungimento ed utilizzo dei pozzi privati, autorizzati e non,insistenti lungo il torrente stesso, eventualmente alimentati dalle acque dello Jesce;


Visto
•     il Testo Unico Leggi Sanitarie approvato con Regio Decreto 27 luglio 1934 n.1265;
•      il Decreto Legislativo 18 agosto 2000 n.267 e s.m.i. – in particolare l’articolo 50;

O R D I N A
in via cautelativa e precauzionale, il divieto assoluto di utilizzo a qualsiasi fine, compresi gli usi irrigui e zootecnici, delle acque del torrente Jesce lungo l’intero tratto, nonché di emungimento ed utilizzo dell’acqua dei pozzi privati, autorizzati e non, insistenti lungo l’intero tratto del torrente Jesce, eventualmente alimentati dal torrente stesso:

Il Dirigente del Settore Ambiente a disporre, con il supporto degli Enti interessati, urgenti verifiche ed accertamenti per individuare le cause dell’inquinamento in atto e per imporre le conseguenti rimozioni;

D I S P O N E
che il presente provvedimento sia reso noto alla cittadinanza  mediante  pubblicazione sul sito telematico di questo Comune (Albo on line).

S T A B I L I S C E
che il medesimo, a cura della segreteria, venga trasmesso a mezzo posta certificata a :
-    Regione Basilicata Dipartimento Ambiente -  Ufficio Ciclo delle Acque;
-    ARPAB Basilicata;
-    ASM di Matera, Dipartimento Prevenzione  - U.O. Igiene Epidemiologia e Sanità Pubblica;
-    Carabinieri NOE;
-    Comando di Polizia Locale;
-    Legione Carabinieri Forestale dello Stato;
-    Comando Stazione Carabinieri di Matera;
ai fini delle necessarie attività di vigilanza e di controllo.

A V V E R T E

che in caso di inadempimento si procederà  a norma di legge ai sensi dell’art. 650 del codice penale.

A V V E R T E
che contro il presente provvedimento è ammesso ricorso al TAR della Basilicata entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione, oppure, in via straordinaria, al Presidente della Repubblica entro centoventi giorni decorrenti dalla predetta data.