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Venerdì, 08 Aprile 2016 11:30

Il presidente e il direttore della Fondazione MAtera-BAsilicata 2019 hanno incontrato il consiglio comunale

E’ stato un dibattito articolato quello che  il 7 aprile, ha seguito le dichiarazioni in consiglio comunale

del presidente della Fondazione Matera-Basilicata 2019, il Rettore Aurelia Sole e del direttore Paolo Verri.

La seduta si è conclusa con l’approvazione di un ordine del giorno, proposto dal sindaco Raffaello de Ruggieri e approvato all’unanimità che recita: “Il consiglio comunale, al termine della seduta consiliare, decide di assegnare alla Commissione consiliare Cultura la competenza a deliberare e verificare le questioni attinenti le attività e la gestione delle decisioni relative all’attuazione delle iniziative di Matera Capitale della Cultura 2019, delegando tale Commissione a calendarizzare le sessioni di incontro e di confronto con il Consiglio di amministrazione della Fondazione e con i relativi dirigenti”.

“Abbiamo ampliato il consiglio di amministrazione comprendendo tutti i soci fondatori – ha spiegato in apertura del suo intervento il presidente Sole – Università, Comune, Regione, Provincia e Camera di Commercio. Stanno già pervenendo comunque nuove richieste di adesione, come quella della Provincia di Potenza. E’ stata istituita anche un’assemblea dei soci e ci apprestiamo a istituire un advisory board e il comitato scientifico oltre ad un tavolo di coordinamento che coinvolgerà, Regione, Università, Comune, Mibact e Mise. In questo periodo – ha aggiunto – ci siamo concentrati sui temi relativi alla governance. Ci sono state modifiche di statuto che andranno riviste anche alla luce dell’incontro con la Commissione europea e a scelte effettuate in questi giorni.

Nel nostro organismo sono entrati anche tre sindaci-revisori a garanzia della trasparenza dei passaggi e presto istituiremo anche sul sito uno spazio in cui verranno inseriti i documenti che riguardano le nostre attività.

Il nostro principale obiettivo – ha poi chiarito il presidente Sole – è la realizzazione del dossier che la commissione europea ci raccomanda di tenere in considerazione principalmente. La Fondazione avrà un organigramma che prevede un direttore responsabile dell’attuazione del dossier, un segretario generale che coordini le attività della Fondazione e raccordi le politiche regionali e il lavoro dei tre manager: un direttore artistico e un direttore marketing che si occupi della promozione del territorio lucano”.

Nel suo intervento, il direttore della Fondazione Paolo Verri ha aggiunto: “Lavoriamo alla chiusura del bilancio 2015 del Comitato che non opera più, dopo la vittoria, trasferendo alcuni cespiti a quest’ultima che è attiva dal maggio 2015”. Soffermandosi su alcune delle tappe più importanti della Fondazione, Paolo Verri ha proseguito: “Al momento sono ancora il direttore generale della Fondazione. Il cda ha presentato proposte sul nuovo organigramma; lo statuto, inoltre, deve prevedere un allargamento dell’art.2 che è quello del dossier di candidatura.

Il bilancio 2014 – ha chiarito inoltre – è pronto e adesso si può chiudere quello dei primi quattro mesi del comitato nel 2015, trasferendo alcuni cespiti dal Comitato Matera 2019 alla Fondazione”. Tracciando una sintesi delle principali attività della Fondazione, Verri ha aggiunto, soffermandosi sul tema del logo della Fondazione: “Prima della designazione della città,  nel luglio 2011 si passò alla nascita del Comitato Matera 2019. Condividemmo l’obiettivo in vista e per farlo, lavorammo subito alla selezione di un logo, quello della candidatura,  con i colori del gonfalone. Il bando coinvolse oltre 14 mila studi di grafica di tutto il mondo; è stata quella la prima occasione in cui la candidatura di Matera diveniva ufficiale. Quello non è stato il primo marchio della candidatura – ha aggiunto – Prima c’era stato quello dell’associazione Matera 2019. Ci siamo confrontati con alcune esperienze come Essen, Marsiglia e tutti questi contatti ci avevano confermato che serviva una dicitura complessiva. Le città-capitale degli ultimi cinque anni hanno trasformato il logo di candidatura. Quella di cambiare il logo è una buona prassi per determinare la fine di un periodo di lavoro, passando alla fase in cui si possono prevedere sponsorizzazioni, non previste durante la candidatura. Valori e prospettive di sviluppo, comunque, non si fermano ma guardano ad una nuova identità della città. Non pensiamo al 2019 come anno in cui ci sarà solo Matera, ma il tema dell’Open future servirà a tutte le città per rendere visibile il modello d’Europa.  Questo tema, nell’attuale logo però, non c’è, non è disponibile per motivi commerciali e non è utilizzabile per usi rispetto a fondi privati terzi, ovvero non può essere ceduto. Il nostro piano di marketing prevede di avere 19 sponsor: quattro grandi sponsor per le quattro mostre principali per 900 mila euro a sponsor, con 300 mila euro all’anno a partire dal 2017. Per questa ragione – ha poi proseguito Paolo Verri – abbiamo la necessità di presentare il nuovo logo entro luglio alla comunità buiness italiana ed europea per entrare nei piani triennali dei budget.

Il direttore del Dipartimento Editoria e informazione della Presidenza del consiglio è stato invitato a far parte della commissione d’esame per la scelta del logo. Da parte sua,  abbiamo avuto la disponibilità gli spazi gratuiti della Presidenza del consiglio per i grandi eventi e  un  investimento di 700 mila euro per il 2017.

Il lancio delle nostre iniziative attraverso i i principali network, radio e televisioni europee prevede un investimento di 2,5 mln nel 2018, circa 200 mila euro alla settimana. La conferenza di presentazione nel maggio 2018 si terrà in tre sedi a Matera, Bruxelles e Roma. Nel 2019 ci sarà un investimento settimanale di 100 mila euro per mantenere alta l’attenzione sugli eventi della città.

E’ molto importante – ha precisato ancora Verri – dunque, allargare il perimetro di lavoro della Fondazione. Il percorso che abbiamo compiuto in questi mesi è di forte consolidamento perché vogliamo 52 città partner e 19 privati molto forti”.

All’intervento dei due esponenti della Fondazione Matera-Basilicata 2019 è seguito quello di numerosi consiglieri comunali di maggioranza e opposizione che si sono soffermati su alcuni aspetti legati alla governance e al mancato confronto con il consiglio comunale.

In conclusione del lungo dibattito sono intervenuti di nuovo il presidente della Fondazione Aurelia Sole e il direttore Paolo Verri.

Sul bando per il nuovo logo, Aurelia Sole ha chiarito: “Non lo abbiamo bloccato ma, subito dopo la votazione dell’ordine del giorno del consiglio comunale che ne chiedeva il ritiro, non abbiamo dato corso a tutto ciò che era previsto per quel bando: rispondere entro 30 giorni e nominare una commissione. Mi pare che il rispetto nei confronti del consiglio comunale ci sia stato”. E sullo statuto ha aggiunto: “Bisognerà rivederlo. Forse ha ragione Verri quando parla di discrasia fra il nostro statuto e la nostra proposta di governance”.

Paolo Verri, dal canto suo, ha proseguito: “Il direttore della Fondazione risponde al consiglio di amministrazione e quindi agli enti che lo compongono. Sono contento che siano pubblici i verbali degli scorsi mesi così leggerete che io obbedisco al cda.  Sono un semplice manovratore. Per quanto riguarda il mio contratto – ha precisato – lavoro quattro giorni alla settimana a Matera, come da contratto. Non ho un contratto firmato né con la Regione Puglia, né con Puglia promozione. Ho dato la mia disponibilità, su richiesta del presidente Pittella, per occuparmi della riorganizzazione di Puglia promozione e ho chiesto alla presidente della Fondazione di verificare se questa attività può andare avanti”.

In chiusura della seduta. Il sindaco Raffaello de Ruggieri ha detto: “Non siamo nel Senato romano, né dobbiamo fare il processo a Verri. Affronto subito il tema della distanza abissale fra Cda e consiglio comunale. Al consigliere Iacovone rispondo che nell’ottobre scorso ho registrato la mia incompatibilità come presidente della Fondazione, legata a due elementi: il primo era la gestioen del denaro pubblico e il secondo che la Fondazione era sottoposta a controllo dei consiglio comunale, regionale e provinciale. Più volte mi è stato detto che era un mio capriccio, ma io vedevo quella distonìa su due impegni che avrebberi potuto totalizzarsi.

E’ seguita poi una interpretazione corretta, tanto è vero che il consiglio di indirizzo è stato nominato dalla maggioranza dei componenti del consiglio perché una mia convocazione sarebbe stata illegittima.  Questa situazione nasce da un vizio di origine nella Fondazione. Come si è usciti da questa vicenda? Con la modifica dello Statuto. Dunque, è seguito un momento di pausa, indecisione, lentezza perché la governance era uno dei punti nevralgici. Anche in questo caso non è stato né un capriccio, né un atto di arroganza,  ma è stato garantito il rispetto delle minoranze.

Il consiglio di amministrazione ha in mano le redini della gestione. Per questo bisogna individuare una commissione consiliare che si interessa del dossier e che ogni mese, insieme al sindaco, il presidente, il direttore  e il vice presidente della Fondazione parteciperanno. La vecchia abitudine di non disturbare il manovratore, ma il consiglio comunale deve farlo, perché rappresentiamo le esigenze e le richieste della nostra società”.

Rispondendo all’intervento del consigliere Salvatore Adduce, il sindaco ha poi chiarito: “Noi non andiamo dai rappresentanti di Governo con il cappello in mano, ma chiediamo i nostri diritti. Quando abbiamo incontrato il presidente del Consiglio, per più di un’ora abbiamo verificato che Matteo Renzi si è confrontato con noi sul destino di questa città. Dobbiamo ricomporre le questioni – ha aggiunto, soffermandosi sul caso del bando  e aggiungendo –Vox populi, vox dei, il logo non si cambia”.